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Al Vox, un altro protagonista dell’evento #DisagioPop – Sound for Good, tenutosi a Cesano Maderno, il 5 settembre 2026.
Dopo aver affrontato il lato più crudo e personale delle fragilità umane con il suo percorso artistico e con il precedente singolo “PazzostraPazzo” realizzato in collaborazione con Luisenzaltro, AL VOX torna con un nuovo capitolo intitolato “DisagioESsoluzione”.
Un mini EP che racchiude due anime apparentemente opposte: da una parte l’ironia di “#Disagio”, che sceglie di sorridere davanti alle contraddizioni della società moderna, dall’altra la dimensione più intima e riflessiva di “Una soluzione c’è”. Un progetto che racconta il caos, le fragilità e quella continua ricerca di speranza che accompagna il percorso umano.
Abbiamo incontrato AL VOX per parlare di musica, vita, consapevolezza e di quel bisogno sempre più urgente di ascoltare ciò che spesso rimane nascosto.

Bentornato sul nostro magazine, prova a dire qualcosa di te che possa attirare altri fan.
Non sono l’artista del secolo, ma il tributatario d’arte che serve per capire il proprio es attraverso la musica e l’arte in toto.

Nel corso del tuo percorso artistico hai spesso affrontato tematiche legate alla psicologia e alla società. Quando hai capito che la musica sarebbe diventata il tuo strumento per raccontare anche le parti più difficili della vita?
Invero, in un’intervista del 2018 a “LA VOCE DI GENOVA”, aveva previsto anche il ritorno in musica degli anni 80 e prima, soprattutto nei generi che hanno segnato l’esistenzialismo. Ho sempre pensato che le tematiche Outsider potessero comunicare al meglio con chi non si sentisse rappresentato. Solo una cosa mi ha deluso: le tematiche le rappresento, ma fanno parte di me, il primo sofferente! E purtroppo si è instaurato anche in psiche un sistema spettacolistico del maledettismo più che una dimensione reale comunicativa e assicuro che non tutti vogliono veramente essere rappresentati. Perciò, di fatto, io posso definirmi in tanti modi, ma presento solo me stesso senza filtro alcuno.

Il titolo dell’EP, “DisagioESsoluzione”, racchiude già un messaggio importante: due parole che sembrano opposte ma che convivono. Qual è il significato più profondo che vuoi trasmettere attraverso questa scelta?
Molto semplice in realtà.  Durante una corsa puoi inciampare e farti male, ma, forse, non è sufficiente a far smettere la tua corsa. Vedete? C’è stato un disagio, ma la marcia continua

Con “#Disagio” hai scelto una strada particolare: raccontare un tema pesante attraverso ironia e leggerezza. Perché hai sentito il bisogno di affrontare il disagio proprio con un sorriso?
La vita ti mette alla prova di continuo e, come ho spesso detto: la risata, il gioco, l’ironia hanno forte potere terapeutico

Viviamo in una società dove spesso si mostra solamente la parte migliore di sé. Quanto è difficile oggi essere autentici e raccontare anche le proprie fragilità?
Molto difficile. Il sistema spettacolistico, spesso, impone regole di marketing ad un artista come fosse un prodotto di un’azienda. Pertanto diventa complesso rispondere scientificamente alla domanda postami, in quanto, chiunque abbia davanti potrebbe essere un Personaggio e nulla più, oppure a metà, oppure genuino, ma, anche in questo caso, nessuna azienda vuole che si dica di non essere stessi. Ciò confonde: come posso valutare tra finzione e realtà quando, di fatto, pensandoci bene, ho davanti un prodotto?

“Una soluzione c’è” sembra rappresentare il lato più intimo dell’EP. Qual è la speranza che vuoi lasciare a chi ascolta questo brano?
Basta sovrastrutture. Siamo in tempi caldi dove tutto può finire in un lampo. Avete voglia di rialzarvi e stare meglio o preferite comfort zone? Questa è la speranza che voglio lasciare, ovvero che il pensiero ponderato bene perché potrei cantare mille e più brani sul tema, ma sta al prossimo migliorarsi o meno.

Il tuo percorso nasce molto dal vissuto personale. C’è un momento della tua vita in cui hai capito che trasformare le difficoltà in musica poteva diventare una forma di rinascita?
Si. A nove anni, quando già mi presi cura in qualche maniera della situazione psichica della mia famiglia.

Sei stato protagonista il 5 settembre a #DisagioPop – Sound for Good. Quanto è stato importante per te portare la tua musica in un contesto che unisce arte, sensibilizzazione e condivisione?
Era un momento che non vedevo l’ora arrivasse. Un evento che mi trova molto in sincronia. Un onore esserci e onorevole questo contesto. Ce ne fossero così sempre!

Se dovessi descrivere il tuo rapporto con il pubblico, cosa vorresti che una persona percepisse dopo aver ascoltato un tuo brano?
Voglio che si diverta prima di tutto! Ma lasciandogli un messaggio allo stesso tempo. E se divertita, sarà più facile percepire il messaggio 

Siamo giunti alla conclusione dell’intervista. C’è un aspetto che desideri condividere ma che non abbiamo avuto l’opportunità di chiederti? Potresti porti una domanda e condividere la risposta con noi?
Cos’è il disagio? È quando gli dai troppa corda.

Conclusione
Con “DisagioESsoluzione”, AL VOX conferma la sua capacità di trasformare esperienze personali e riflessioni sociali in musica. Un progetto che non cerca risposte semplici, ma invita all’ascolto e alla consapevolezza.

Tra ironia e introspezione, l’artista continua il proprio percorso con uno sguardo sincero verso le fragilità umane, ricordandoci che anche dentro le difficoltà può nascere una nuova possibilità.

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Author: PAKO MUSIC

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