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Con “Le Ossessioni, Gli Incubi e la Falsità della Gente”, i Metamorfosi In Viola firmano un album lucido e disturbante che osserva senza indulgenza persone, istituzioni e contraddizioni del presente. Un lavoro che nasce dall’urgenza di raccontare l’incomprensione, il rifiuto del cambiamento e gli errori condivisi di una società ormai stanca ma ancora inconsapevole. Ne abbiamo parlato con loro.

Bentornati, anzi benvenuti sul nostro magazine con il nuovo progetto, provate a dire qualcosa di voi che possa attirare i fan.
Siamo un duo pieno di vita. Ciò che ci porta a lavorare assieme è l’amore per la musica rock, ma anche il messaggio che vogliamo trasmettere ai nostri ascoltatori.

Questo album sembra nascere da una forte esigenza di verità: quando avete capito che queste tematiche dovevano diventare un disco?
Lo abbiamo capito poco dopo esserci conosciuti. Entrambi avevamo – e abbiamo ancora – una determinata visione del mondo e di quali siano a nostro parere i veri valori della vita.

Il titolo è molto esplicito: ossessioni, incubi e falsità. Quanto rappresentano il mondo esterno e quanto invece un conflitto interiore?
Rappresentano secondo noi sia totalmente il mondo esterno che il nostro mondo interiore. Soffriamo abbastanza nel vedere soprattutto falsità in molti esseri umani.

Nel disco si parla apertamente di Stato, Chiesa e istituzioni. Scrivere di questi temi oggi è ancora un tabù? Come l’avete affrontato?
Il paroliere, Massimiliano Sperduti, non ha avuto la minima paura nel mettere nero su bianco la sua visione del mondo. Anzi, non vedeva l’ora di realizzare questo progetto per condividerla con i nostri fan. 

Molti brani raccontano il rifiuto del cambiamento: secondo voi è paura, comodità o ignoranza?
Secondo noi è il rifiuto di guardare in faccia la realtà. Molte persone si trovano in una agiata condizione e preferiscono i reality show a servizi televisivi istruttivi, o a libri che meritano di essere letti.

Quanto c’è di autobiografico nei testi e quanto invece di osservazione sociale?
Poco di autobiografico, direi pochissimo.

Musicalmente avete scelto un approccio essenziale ma diretto: era importante evitare qualsiasi forma di “abbellimento”?
Riguardo il titolo dell’album, i titoli delle canzoni e i testi delle canzoni stesse, ci siamo andati giù pesantemente senza troppi giri di parole.

Il disco alterna brani originali e riletture importanti: come dialogano tra loro all’interno del concept dell’album?
Secondo noi dialogano perfettamente

Pensate che questo album possa dividere chi ascolta? E se sì, lo vivete come un rischio o come una necessità?
Lo viviamo come l’assoluta necessità di diffondere il nostro messaggio: siate sempre voi stessi, aprite gli occhi alla realtà e non fatevi condizionare dal giudizio altrui. Aggiungiamo che non è facile mettere ciò in pratica, ma bisogna tentare con tutte le forze.

Siamo giunti alla conclusione dell’intervista. C’è un aspetto che desiderate condividere ma che non abbiamo avuto l’opportunità di chiederVi? Potreste porvi una domanda e condividere la risposta con noi?
C’è una domanda che Massimiliano Sperduti, il paroliere, si pone: Se Gesù – come si legge dal Vangelo secondo Matteo – offre ristoro agli stanchi e agli oppressi, come mai molti di loro arrivano a togliersi la vita? E’ una domanda che potrebbe far male, ma Sperduti desidera ardentemente una risposta che non ha mai avuto fin’ora.

Conclusione

Le Ossessioni, Gli Incubi e la Falsità della Gente è un album che non cerca consenso ma coscienza. I Metamorfosi In Viola dimostrano che il rock può ancora essere un linguaggio scomodo, capace di interrogare e lasciare ferite aperte.

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Author: PAKO MUSIC

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