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Le due chiacchiere di oggi sono con un giovane artista, musicista e produttore, che si è messo in gioco vestendo i panni di solista e dando voce ai suoi brano, oggi ci racconta anche del suo inedito “Che Spreco!”, un brano fresco, solare. 

Ciao, benvenuto tra gli amici di PaKo Music, dove puoi presentare la tua musica, raccontaci brevemente chi sei… Quali differenze ci sono tra te persona e artista?
Ciao PaKo Music! A dire il vero credo che le differenze siano minime in quanto il confine è molto labile. Cerco di rimanere me stesso anche quando vesto il cappello di artista: infatti la mia musica parla proprio delle mie esperienze personali, della mia visione di vita… Mi piace quindi rimanere me stesso.

  • Come nasce il tuo nome d’arte, deduco che derivi dal tuo cognome, ma magari ha anche un significato particolare.
    Hai dedotto bene, è un soprannome (diminutivo del mio cognome Del Moro) che mi porto dietro da sempre e quindi, proprio per racchiudere artista e persona in una figura sola, ho pensato potesse essere il giusto nome da artista.
  • Abbiamo letto che nasci come produttore e musicista, e solo nel 2020 hai iniziato il tuo percorso come solista, come mai hai scelto di interpretare i tuoi brani?
    Ho pensato che fosse arrivata l’ora di metterci la faccia dando un volto ai miei lavori. Le canzoni stavano diventando molto intime, quasi private viste la “delicatezza” dei temi di cui ho scritto. Ho quindi pensato che, dato che parlavano strettamente di me, era arrivata l’ora di mettersi in gioco diventando un artista solista.
  • Il tuo nuovo singolo si intitola “Che spreco!” vuoi parlarci di questo brano? Com’è nato e di cosa parla?
    Che Spreco! è una canzone solare, coloratissima e davvero suonatissima! Attraverso la semplicità del testo voglio raccontare storie in cui ognuno di noi può riconoscersi. “Che Spreco!” è stata scritta come voce di tutte quelle coppie che dopo aver visto la fine della loro storia diventano due sconosciuti, riuscendo a camuffarsi così tra gli sguardi della gente comune: “…e se per caso poi ti incontro per strada non saluti, ma che spreco!”. Tuttavia il brano non prende la piega delle canzoni tristi caratterizzate da tonalità minori: il ritmo è cadenzato dalla gran cassa della batteria e le chitarre acustiche fanno battere il piede a ritmo di blues per poi sprigionarsi negli ultimi ritornelli in un vortice di cori, riff di chitarra e tastiere.
  • Scrivici la frase che ha più importanza del tuo brano e, magari, spiegaci il motivo.
    Il messaggio che voglio dare con la canzone sta nel ritornello: “E prenderò tutto ciò che la vita dà. Riderò dei miei guai e ti dimentico”. Vuole essere un messaggio alla vita, ad andare avanti. L’intento è quello di dare una pacca sulla spalla a chi si ritrova nelle situazioni che racconto, un “non sei solo”, un “abbi fede e andrà tutto bene”.
  • Quale valore ha per te la musica?
    La musica per me è una grande valvola di sfogo: è il motivo per cui resto sveglio la notte fino alle 3 suonando e scrivendo le mie canzoni. Rappresenta quindi la parte più intima di me, l’emisfero sinistro della mia testa, la mia zona di comfort e allo stesso tempo la mia sfida più grande. La musica mi ha salvato tante volte!
  • Raccontaci un aneddoto legato alla musica, la tua esperienza più bella?
    Un’esperienza piuttosto recente e che ricordo con molto piacere è il concerto del primo maggio tenutosi nel mio studio di registrazione in diretta streaming sui canali della Wild Street Records. E’ stato il mio primo vero concerto, visto il periodo di crisi che tutti conosciamo. Non vedo l’ora di poter suonare su altri palchi collezionando così una serie di bei ricordi da collezionare.
  • Per quale motivo dovrebbero ascoltare la tua musica, cosa pensi di avere di diverso dagli altri?
    Ogni artista segue un suo stile particolare ed unico, siamo tutti diversi a nostro modo, secondo me. Personalmente penso di avere un gran potenziale melodico: mi piace scrivere riff e cantare delle melodie orecchiabili, coinvolgenti. Essendo inoltre un musicista cerco sempre di dar il giusto spazio alle parti suonate di chitarra, batteria o tastiera. Mi piace essere molto attento al tappeto musicale della musica che creo, quindi credo che questo è un dettaglio che mi caratterizza molto.
  • Quali sono i tuoi artisti di riferimento?
    Penso che se le mie idee e la mia chitarra si incrociasse con Frah Quintale, noto cantante per il suo genere R&B, verrebbero fuori delle canzoni coinvolgenti e dalle sonorità interessanti, anche se il mio riferimento italiano indiscusso, soprattutto a livello chitarristico, è Alex Britti! Avete mai sentito i riff di chitarra che riesce ad incastrare nelle sue canzoni? E’ davvero un artista geniale.

  • Siamo arrivati a fine intervista… Domanda a scelta.
    C’è qualcosa che non ti ho domandato ma che avresti voluto ti chiedessi? Puoi farti una domanda e risponderti.
    Mi piacerebbe parlare dei miei progetti futuri. Sono felice infatti di poter dire che sto scrivendo davvero tanto in questo ultimo anno, sono in un periodo molto favorevole della mia vita. Questo mi sta portando ad essere molto produttivo e pieno di energie, infatti passo diverse ore nel mio studio di registrazione ad incidere nuovi brani. Ci sono tante canzoni pronte ad essere ascoltate: molte parlano di me, alcune seguono storie di cui mi faccio portavoce e canzoniere, altre raccontano di come io vedo la vita. C’è un po’ di tutto! Mi piacerebbe concludere l’anno con qualche concerto dal vivo ed un po’ esperienza sui palchi a contatto con il pubblico. Vi prego ditemi che non sto chiedendo troppo! 

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