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Massimo Comi torna a parlarci di canzoni, oggi racconta e descrive il brano di un artista che già conosciamo, Dex Pascal e il suo inedito “Al di là di ogni singolo volto”.
Recensione da leggere per conoscere meglio l’artista e la sua musica. 

Devo dire che la linea melodica della canzone mi è piaciuta fin da subito, fin dalle prime note: la canzone si apre con un arpeggio pesante, consistente, di chitarra elettrica, che poi trova il proprio sbocco in una melodia che mi ha ricordato le serie poliziesche di qualche anno fa oppure i telefilm di Batman. Ho avuto questa impressione proprio perché ciò che ho sentito aveva un che di familiare, di riconoscibile, un qualcosa che creava allo stesso tempo un’aura di mistero, di sospensione, quasi che si attendesse di scoprire chi fosse il colpevole del delitto o del misfatto commesso.
A livello testuale, si può dire che il brano cerca di mettere subito in chiaro la visione del mondo dell’autore, che afferma che chi sembra avere molti amici in realtà ha molti nemici, forse perché viene invidiato dagli altri, che vorrebbero essere come lui. Comunque, il fatto di avere una vasta gamma di conoscenze permette di scoprire più facilmente chi ci inganna: la vita a volte può portare all’interno della nostra cerchia delle persone che ci fanno arrabbiare, e il consiglio è quello di viverla per quello che è, senza farci sopra troppi pensieri e ragionamenti, che portano solo complicazioni.
Prosegue poi l’analisi delle sensazioni che possono essere provate da ciascuno di noi quando ci sono in ballo i rapporti umani: a volte si è troppo orgogliosi per chiedere scusa o ci si sente troppo soli per ritenere di avere ragione, per avere il sostegno, morale e ideale, di chi ci rispetta come persone.
Dex Pascal ci rivela successivamente, in quello che può essere considerato il ritornello, che la gente spesso perde molto tempo ad organizzare la propria vita, invece che viverla come viene e che ci basta solo uno sbaglio, talvolta ritenuto tale, per arrivare a odiare qualcuno. Però, alla fine, ci sono anche mille motivi anche per perdonare, se si ha l’atteggiamento giusto verso le cose che ci capita di vivere.
Non dobbiamo dimenticarci che la vita è unica e che abbiamo solo quella per godere dell’amicizia delle altre persone, perché poi avremo tutta l’eternità per fare a meno degli altri, probabilmente quando non saremo più su questa Terra.
Fin da quando nasciamo, inoltre, percepiamo secondo l’autore la voglia di amare: imparando a fare questo, però, impariamo anche a fare l’opposto, cioè a odiare, perché molte volte amore e odio vanno di pari passo nei rapporti umani.
Il problema, secondo Dex Pascal, è che ci sono troppe regole complicate e conseguentemente poco apprezzate dalle persone, perché ne condizionano la vita: ci creiamo degli idoli che poi si dissolvono come neve al sole e scopriamo che ci sono delle menti fini alla base di tutte le regole che ci vengono imposte.
Ciò che viene sempre ripetuto, come un mantra, è l’invito a non complicarsi la vita, ma a viverla come viene, senza farsi troppi problemi o cadere in troppe complicazioni.
Un altro lato negativo della vita, almeno di una vita vissuta nel modo sbagliato, è che ci sono delle sette, non so se intese come movimenti religiosi, che danno false speranze agli uomini, facendogli credere che esista qualcosa o qualcuno di superiore, in grado di dare delle risposte alle domande di ognuno, che poi si rivelano illusorie. Una setta può comunque essere anche un gruppo di individui, che diventa sempre più allargato, man mano che con le sue convinzioni illusorie riesce a convincere sempre più persone, con risposte che poi si rivelano essere sbagliate o diversamente interpretabili.


Una risposta a queste sette può essere rappresentata da alcuni gruppi sovversivi, che mettono in discussione le idee che vengono propinate e che si mettono a danzare, seguendo il ritmo che percepiscono attraverso la vita che conducono.
Si capisce poi come il ritornello rappresenti perfettamente le convinzioni del nostro autore, perché si ripete che le persone perdono molto tempo a organizzare la propria vita piuttosto che a viverla senza vincoli, arrivando a odiare gli altri anche solo se commettono un unico sbaglio, trovando al contempo però mille motivi per perdonare, fatto secondo me molto positivo.
Ciò che conta che abbiamo una sola vita per godere dell’amicizia, quella vera, e tutta l’eternità per fare a meno degli altri, credo soprattutto alle persone indesiderate: nasciamo praticamente con la voglia di amare, cosa che al contempo si porta appresso il suo opposto, cioè l’odio: c’è quindi un contrasto di sentimenti, che procedono parallelamente, come lo ying e lo yang. Secondo l’artista, l’amore non può essere quindi separato dal suo opposto, l’odio: si nasce pieni di amore, imparando però anche a odiare.
Nella conclusione della canzone, Dax Pascal ci rivela un altro segreto: non abbiamo tutta l’eternità per capire le altre persone, quindi magari non dobbiamo perdere troppo tempo ad arroverlarci e a farci delle idee, che poi magari si rivelano sbagliate, anche perché seguono ciò che ci viene propinato come verità dalle cosiddette sette e dalle persone che creano le regole che ci imbrigliano e ci imprigionano.
L’insegnamento principale che ci vuole dare l’artista è concentrato nell’ultima frase: è necessario avere il coraggio, la sfrontatezza, la volontà di andare al di là delle apparenze e scoprire cosa si cela sotto la superficie del volto delle altre persone, per vedere quello che realmente sono e quello che realmente pensano.
Facendo questo, si può arrivare a conoscere veramente chi ci circonda, rendendo la propria vita più vera e autentica.
Se per un attimo ci soffermiamo sulla voce del nostro autore, ci appare come fresca, giovane e appassionata, diciamo anche solare: è la rappresentazione realistica di quello che vuole comunicare la canzone, del messaggio di cui si vuole fare portatrice. Oltre a tutti gli aggettivi precedentemente elencati, mi sento di dire che la vocalità di Dex Pascal è anche molto flessibile e elastica, perché si adatta a diverse tonalità e sfrutta tutte le proprie potenzialità per interpretare ogni singolo frammento della canzone, che si distingue per la sua varietà di soluzioni e per l’ampiezza delle interpretazioni che consente all’autore, che si dimostra anche risoluto e deciso nel comunicare il suo messaggio.
Un altro elemento che mi ha colpito è stato la presenza importante e potente delle percussioni, che scandiscono il ritmo della canzone e delle parole di Dax Pascal, oltre che i suoi vari momenti: a volte arrivano ad essere l’elemento predominante della linea melodica, sovrastando il sottofondo di chitarra o di tastiere e arrivando a farsi sentire quasi come la voce e a rappresentare un elemento fondativo del brano, un qualcosa a cui non si può rinunciare per dare forza a quello che si vuole comunicare e per dare un andamento ben definito alla canzone.

Mi piace anche l’idea che ci sia, sempre a livello melodico, un cerchio che si chiude: si parte con una intro fatta di accordi di chitarra e di sporadiche percussioni che sottolineano alcune fasi importanti, con uno sviluppo poi fatto da una melodia da serie televisiva poliziesca, e si conclude con la stessa linea melodica, con lo stesso arpeggio e la stessa apertura successiva.
Ogni tanto la melodia si interrompe per alcuni istanti, lasciando spazio alla voce: questo è un elemento che rilevo sempre più spesso nelle canzoni che recensisco e che, devo dire, mi piace molto, perché crea uno stacco e riesce a sorprendere l’ascoltatore, portando una pausa e un elemento innovativo all’interno del brano.
A livello personale, devo dire di essere d’accordo con il messaggio che fornisce la canzone: la vita è una sola e non abbiamo sprecare tempo, dobbiamo avere il coraggio e la forza di andare oltre le apparenze, cercando la verità sotto la superficie dei volti delle altre persone, per arrivare a conoscerle meglio, rendendo il nostro rapporto con loro migliore e più sereno, oltre che più consapevole.
Possiamo dire che questa canzone ha il proposito di dare una lezione di vita, e ci riesce piuttosto bene, con frasi concise e di immediata interpretazione, la cui forza assume sempre maggior vigore con il proseguimento del brano, in un andamento, come detto, circolare: si ritorna dove si è iniziato.
Abbiamo quindi una canzone che non annoia, che non stanca, che tiene sempre vivi, che fornisce gli elementi per vivere una vita più serena e, di conseguenza, migliore e più felice.

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