Con l’album “BRC”, il rapper romano Braico apre una finestra sul suo mondo interiore, trasformando emozioni, ricordi e contraddizioni in musica. Dopo i singoli “2 luglio” e “Preso male”, l’artista torna con un progetto introspettivo che mescola fragilità, rabbia e ricerca di identità. In questa intervista ci racconta il percorso dietro il disco, il suo rapporto con la musica e alcune sfumature più personali della sua vita.

Bentornato sul nostro magazine, prova a dire qualcosa di te che possa attirare altri fan.
Grazie mille, vorrei salutare e ringraziare chi mi ascolta, per chi non mi conosce io sono Braico e vi invito ad ascoltare “BRC” il mio primo album, spero che la mia musica vi trasmetterà molto
“BRC” è un album molto introspettivo. In quale momento della tua vita è nato questo progetto?
È un progetto che ho in mente da molto tempo, ci ho lavorato molto e ogni canzone racconta una parte di me, quando ho deciso di pubblicarlo ho capito finalmente chi voglio essere e cosa voglio fare con l’arte
Nel disco il tema del buio ritorna spesso: cosa rappresenta per te e perché è così centrale nel tuo racconto?
Il buio è una delle paure più grandi che ho, il buio di solito sottovalutato, per me ha un significato molto importante, il fatto di non vedere cosa c’è dietro, il fatto che ad occhi aperti perdiamo mille dettagli e non ci accorgiamo di quanti ne perdiamo nel buio

Quanto delle storie che ascoltiamo nei brani è realmente autobiografico?
Tutto l’album in sé parla di me, non ci sono maschere o storielle, ho messo me stesso, le mie paure, i miei amici, l’arte, in questo album si parla di Simone non di Braico
C’è una traccia dell’album che senti più vicina a te in questo momento?
“Figlio d’arte” significa molto per me, è un brano che mi racconta perfettamente e ne sono particolarmente legato
Nella tua musica si percepisce un forte legame con gli amici e con il contesto in cui sei cresciuto. Quanto ha influenzato il tuo percorso artistico?
Senza determinate persone non ero qui a rispondere a queste domande, senza questo contesto che molti chiamano “degrado” non ero quello che sono oggi. Come racconto nell’outro, siamo cresciuti dicendo va bene
Quando hai capito che il rap sarebbe diventato il tuo modo di raccontarti?
Lo è sempre stato, da piccolo scrivevo per me stesso, mi piace scrivere, raccontarmi, fare arrivare agli altri messaggi che a parole non direi mai
Fuori dalla musica, che tipo di persona è Braico? Cosa ti piace fare quando non stai scrivendo o registrando?
Fuori dalla musica svario tra lavoro hobby, non sto veramente mai fermo, sono appassionato di sport, film, amo anche leggere, diciamo che non so stare fermo nella vita privata

Guardando avanti: cosa speri che le persone portino con sé dopo aver ascoltato “BRC”?
Spero di trasmettere le sensazioni che provo io nell’album, spero che la gente si ritrova dentro i testi, spero che tutto quello che provo sia stato trasmetto a chi ascolta
Siamo giunti alla conclusione dell’intervista. C’è un aspetto che desideri condividere ma che non abbiamo avuto l’opportunità di chiederti? Potresti porti una domanda e condividere la risposta con noi?
Grazie mille per l’intervista, volevo aggiungere che “BRC” é un progetto a lungo termine e sto lavorando al volume 2
Conclusione
Con “BRC”, Braico dimostra come la musica possa diventare uno spazio di verità e confronto con se stessi. Un progetto che nasce da esperienze personali ma che riesce a parlare anche a chi ascolta, perché nelle sue parole si ritrovano emozioni universali.
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