Dopo “Pupille d’alabastro” e “Dimmi perché”, Spectrum Vates torna con “Federico Gatti”, un brano intenso che racconta la lotta quotidiana di chi insegue un sogno senza scorciatoie. Il singolo che anticipa l’album, in uscita l’8 maggio.
Tra introspezione e determinazione, abbiamo approfondito con lui il significato del suo percorso artistico e umano.

Bentornato sul nostro magazine, prova a dire qualcosa di te che possa attirare altri fan.
Ciao a tutti, io sono Spectrum Vates, amante della musica e rapper per necessità.
Se volete perdervi in un mondo fatto di resilienza, voglia di rivalsa, amori infranti e necessità di scrivere andate ad ascoltare i miei brani!
“Federico Gatti” è un brano molto personale: da quale momento della tua vita nasce?
Nella vita ho sempre subito ciò che si abbatteva su di me. Ingiustizie, persone che si sono approfittate della mia bontà, azioni richieste e poi non ricambiate. A un certo punto ho detto basta a tutto questo e ho deciso di rimboccarmi le maniche anziché piangere addosso.
Mi sono preso ciò che mi aspettava.
Nel pezzo parli di non essere un predestinato: quanto è importante per te questo concetto?
Tanto. Un conto è se utilizzi un talento sfruttandolo al massimo e raggiungi un obiettivo. Un altro conto è partire 8 gradini sotto, ma con la forza di volontà raggiungere chi è stato baciato dalla fortuna alla nascita. Io mi rispecchio più nel secondo concetto.
C’è un episodio specifico che ha influenzato la scrittura del brano?
Non in particolare, è stato un mix di fattori che mi ha portato a definire il testo di questo brano, per poi farne portavoce Federico Gatti, l’emblema del sacrificio.

Nei tuoi lavori si percepisce molta autenticità: quanto è difficile esporsi così oggi?
Per me non molto. Tutto ciò che dico è l’evoluzione naturale della consapevolezza di sé.
So chi sono, so cosa voglio dire e chi vorrà criticare lo farà. Tutto scivola via sulla mia corazza.
Che differenza c’è tra Spectrum Vates di oggi e quello di “Pupille d’alabastro”?
Per forza. Nella vita di tutti giorni anche qualche ora può suscitare un cambiamento, figuriamoci un anno!
Sono più consapevole di ciò che voglio portare di mio nel mondo della musica.
Che ruolo hanno le difficoltà nel tuo processo creativo?
Dalle difficoltà si creano nuove prospettive. Ogni ostacolo è parte fondamentale del processo creativo.
Poi di solito i cantautori scrivono quando stanno male, quindi viene tutto da sé!

Che tipo di pubblico senti più vicino alla tua musica?
Un pubblico che non si ferma alla musica come forma di leggerezza, ma bensì che cerca nei testi un’ ancora per rimanere fermi e non naufragare.
L’album in arrivo a maggio: cosa dobbiamo aspettarci?
Con il mio nuovo album “Resto fuori” vedrete il cambiamento che ho subito, a livello umano e tecnico.
Sarà un viaggio meraviglioso tra resilienza, sofferenza, amore e lotta contro un’industria musicale che non sempre premia il più meritevole.
Stay Spectrum
Siamo giunti alla conclusione dell’intervista.
C’è un aspetto che desideri condividere ma che non abbiamo avuto l’opportunità di chiederti?
Potresti porti una domanda e condividere la risposta con noi?
La domanda forse più banale è: Come stai?
Due parole che spesso vengono dette con leggerezza ma che racchiudono un mare di sensazioni.
E la risposta volete saperla?
Non la so nemmeno io. Vivo per scoprirlo e voi sarete gli spettatori della mia ricerca.
Conclusione
Con “Federico Gatti”, Spectrum Vates conferma una direzione artistica chiara e autentica. Un percorso che continua a crescere e che troverà una nuova forma nel prossimo album.
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