C’è una frustrazione sottile che arriva quando fai tutto “giusto”: sei costante, presente, produttivo… ma non succede niente.
Perché il problema, spesso, non è quanto stai facendo, ma dove stai andando — e senza una direzione chiara, anche il massimo impegno rischia di non costruire nulla.

Stai lavorando tanto ma nella direzione sbagliata. E’ questa la verità.
C’è una forma di frustrazione che è diversa da tutte le altre, ed è quella che arriva quando senti di stare dando tutto, di essere costante, presente, attivo, e nonostante questo le cose non si muovono, non crescono, non cambiano davvero.
Non è la mancanza di voglia, anzi, spesso è esattamente il contrario, perché sei dentro a quello che fai tutti i giorni, scrivi, registri, pensi ai contenuti, provi a restare sul pezzo, e proprio per questo diventa ancora più difficile accettare il fatto che non stia portando ai risultati che ti aspettavi.
Io ci sono passata, e una delle cose più complicate da riconoscere è che stai lavorando tanto ma non stai costruendo niente, perché all’inizio le due cose sembrano coincidere, ti sembra che più fai più ti stai avvicinando, ma in realtà non è così automatico.
Il problema non è la quantità di lavoro, è la direzione in cui stai andando, perché senza una visione chiara ogni azione perde valore, anche se fatta bene, anche se fatta con costanza, anche se fatta con impegno.
Puoi pubblicare, puoi spingere, puoi esserci, ma se non sai esattamente perché lo stai facendo e dove vuoi arrivare, stai solo riempiendo spazio, stai occupando tempo, e dopo un po’ questa cosa ti svuota invece di costruirti.
A un certo punto io ho dovuto fermarmi, non perché non avessi voglia di continuare, ma perché ho capito che continuare nello stesso
modo non mi avrebbe portato da nessuna parte, e lì ho iniziato a fare una cosa che all’inizio è anche scomoda, che è tagliare.
Tagliare cose inutili, abitudini, automatismi, anche cose che funzionavano ma che non erano collegate a una direzione più grande, e questo è stato uno dei passaggi più importanti, perché mi ha costretto a scegliere, a dare un senso a quello che stavo facendo.
Gli artisti che crescono davvero non sono quelli che fanno tutto, ma quelli che capiscono cosa serve e cosa no, e soprattutto che iniziano a costruire in modo coerente, senza disperdere energie continuamente.
Se ti senti in quella situazione in cui fai tanto ma non vedi risultati, non è una questione di capacità o di valore, è molto più probabilmente una questione di direzione, e quando sei dentro al tuo progetto è difficile accorgersene da solo, perché sei troppo coinvolto per avere lucidità.
Ed è proprio da questa mancanza di lucidità che nasce l’esigenza di avere uno spazio in cui rimettere ordine, capire cosa tenere, cosa togliere e come muoversi, ed è anche uno dei motivi per cui IRIS Lab esiste, perché perdere anni a girare in tondo è una cosa che conosco fin troppo bene.
Se pensi che ti serva un aiuto, se credi di voler cambiare le cose e andare finalmente nella giusta direzione:
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