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Massimo Comi ci racconta del mondo di Francesco Ricky e dell’ultimo brano “Rocky Balboa”, l’icona cinematografica degli anni 80 e da sempre un mito per Francesco.
Potete trovare il brano su tutte le piattaforme digitali.

Il brano è l’incarnazione della venerazione del suo autore per il personaggio cinematografico di Rocky Balboa e per il suo interprete, Sylvester Stallone. Sono presenti nel video storie di riscatto, di persone che, dopo che la vita le ha buttate giù, hanno saputo reagire e arrivare al successo, a raggiungere gli obiettivi che si erano prefisse.
E’ curioso che sia le strumentiste che accompagnano Francesco che le protagoniste del video siano delle ragazze, per dare un’idea di unità e per significare un rispetto per l’altra metà del cielo, che secondo me ha un carattere più forte e superiore a quello dei maschi, è più abituata a soffrire e lottare per raggiungere ciò che si è prefissa, in un mondo che fa dell’esaltazione del machismo e della figura del maschio forte uno dei suoi punti cardine.
A livello musicale, il brano è un buon pop rock, con alcune venature di elettronica: io, essendo il rock il mio genere di appartenenza, ho provato molto piacere ad ascoltare delle sonorità vicine a ciò che ascolto ogni giorno, a vedere un basso e una chitarra di fianco al cantante.
Il testo è pieno di citazioni del personaggio/idolo del nostro artista: non importa quante volte la vita ti butta giù, l’importante è che tu sia sempre capace di rialzarti e ricominciare da capo, affrontando ogni difficoltà con tutte le tue forze e tutto ciò che si trova dentro il tuo animo e il tuo cuore.
Certe volte, “finire al tappeto” tante volte ci fa capire quanto siamo forti, e non dobbiamo dare troppa importanza a quello che dicono e pensano gli altri, ma pensare e credere fermamente nei nostri ideali e costruire a partire da essi, per raggiungere le nostre aspirazioni.
Mi è piaciuto particolarmente il verso “USA gli occhi della tigre”, sia perché fa parte di uno degli epidodi della saga che preferisco, cioè il terzo, sia perché gioca con le parole, utilizzando il termine “USA” in due accezioni, nel senso “verbale” e con il proposito di nominare la nazione in cui i film sono ambientati.

Ognuno di noi può essere un Rocky Balboa, basta che lo voglia intensamente, che possieda una volontà ferrea di affrontare la vita nel modo giusto, in modo da accendere la lampadina collegata al proprio sogno e illuminare la propria vita, rendendola splendente e rimuovendo tutta l’oscurità che le cadute hanno portato con sé, realizzando il sogno stesso.

Mi sono identificato nel verso “nessuno colpisce duro come la vita”, perché anch’io a volte sono stato costretto ad incassare e a reagire, ma, come giò detto, non è importante quanto si incassa, ma quante volte si è capaci di rialzarsi, facendo un altro round: tante volte, il nostro avversario più grande siamo noi stessi, che non vogliamo fare uno sforzo ulteriore per reagire alle avversità che la vita ci pone davanti, che non ci sentiamo in grado di eliminare tutte le dicerie che ci circondano, arrivando a pensare solo a stare bene con noi stessi, cosa che ci permette di stare poi bene anche con gli altri.

Mi piace la positività che irradia questa canzone, che utilizza delle frasi, delle espressioni entrate nel mito della cinematografia di tutti i tempi, per incoraggiare chi si sente abbattuto dalla vita, messo a terra dalle scelte che fanno gli altri e che ci tocca subire. Ma è proprio questo che non dobbiamo fare, subire: è necessario credere in noi stessi, perché ognuno, in modo diverso, ha delle potenzialità notevoli, in cui deve avere fiducia e che deve sfruttare al massimo. Come detto in precedenza, fare un altro round può lasciare un segno indelebile nella nostra vita, può farla diventare qualcosa di speciale, di meritevole di essere vissuto: quando siamo in difficoltà, quindi, dobbiamo ripeterci, quasi urlando, di fare un altro round, che tante volte può fare la differenza.

Significativo appare in questo senso anche il progresso che fa, nel corso del video, il nostro Francesco, passando dal suonare quasi per strada al farlo davanti a una platea entusiasta, segno che lui crede fermamente in quello che afferma nei versi della canzone e si identifica perfettamente in quello che viene detto.

La parabola di un artista, di un musicista, ben si può adattare al messaggio insito nelle parole della canzone, perchè, per diventare famoso, deve necessariamente fare la cosiddetta “gavetta”, che a volte può destare il lui o in lei un certo scoramento, un certo scoraggiamento: sono convinto, come del resto il nostro autore, che la visione della saga di Rocky possa infondere quel coraggio necessario ad affrontare e a sconfiggere tutti i dubbi e tutte le perplessità che si possono presentare sul nostro cammino, che non è possibile evitare, ignorare, ma che bisogna affrontare di petto.

Parlando della vocalità di Francesco, posso dire che mi è sembrata già matura, in grado di cantare un ampio spettro di canzoni: mi ha colpito specialmente il passaggio che è in grado di fare da un tono più basso ad un tono più alto, acuto, cosa evidente nell’ultima parte del brano, in cui esprime al meglio la sua capacità di raggiungere tonalità più elevate senza sforzo apparente.

Sicuramente è una voce molto particolare, dal timbro estremamente caratteristico e, direi, quasi unico nel suo genere: mi è piaciuto il contrasto tra questo stesso timbro e l’intro della canzone, piuttosto aggressiva: l’aggressività a mio parere mette subito le cose in chiaro, il fatto cioè che si tratta di una canzone per così dire “motivazionale”, che fa di un messaggio chiaramente e vividamente incoraggiante il suo perno centrale.

Devo ammettere di essermi identificato molto nel motto della canzone, perché anch’io considero il personaggio di Rocky Balboa come uno dei miei miti cinematografici: se dovessi scrivere un testo che dia la spinta a dare tutto, a dare il massimo per rialzarsi dopo che la vita ti ha buttato a terra, credo che anch’io mi ispirerei, come ha fatto Francesco, sulle affermazioni fatte da questo personaggio e alla sua figura.

Il nostro artista mi sembra piuttosto giovane, quindi ha ancora molto tempo davanti a sé per affinare le proprie doti, per diventare un professionista a tutto tondo, in grado di interpretare con successo ogni tipo di brano, da quelli più grintosi a quelli più struggenti e ballabili, anche se, a mio parere, è già sulla buona strada.

In questi tempi piuttosto difficili sono sempre ben accette le canzoni come quella di Francesco, che contribuiscono a creare un clima di maggior fiducia in sé stessi e positività, portando la luce dove sembra che ci sia solamente buio.

Spero in futuro di poter recensire altre canzoni portatrici di un messaggio simile, perché spesso, quando recensisco un brano o un album, tendo a identificarmi nel messaggio di cui si fanno portatori, facendolo in qualche modo un po’ mio: questo, ovviamente, se il mio apprezzamento va all’oggetto della mia recensione, come è avvenuto in questo caso specifico.

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