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Una nuova recensione scritta dal nostro amico Massimo Comi, oggi ci parla del nuovo inedito di Riccardo Pizziconi, un brano importante dalle sonorità pop. Massimo ci racconterà le sue impressioni e il suo punto di vista.


Un brano che nel suo avvicinarsi all’ascoltatore si rifà ad atmosfere folk e acustiche, avviandosi in modo lento e compassato.
Devo dire che la prima parte della canzone mi ha ricordato un po’ l’approccio melodico di Billie Joe Armstrong nel celebre brano dei Green Day “(Good Riddance) Time Of Your Life”, il quale esce un po’ dagli standard pop punk del gruppo americano, e proprio per questo motivo è estremamente coinvolgente e interessante.
La canzone parla del processo di evoluzione di una persona amica del cantante, che passa da un momento di confusione mentale sfociata in depressione alla riscoperta della bellezza del desiderio attraverso l’amore per una donna.
Se si leggono i versi del brano, si vede che il protagonista del racconto passa da uno stato appunto di confusione, quando chiede alla propria lei chi sono in realtà loro, ad uno stato di esternazione dei propri desideri più intimi, dicendo che non si può vivere per sempre avvolti dalle proprie ansie e dalle proprie paure.
L’autore, Riccardo Pizziconi, non ha paura di mettere a nudo le difficoltà del proprio amico, che sono sfociate nella paura di vivere la vita con coraggio, nei suoi momenti di passione e di amore.
Nel dipanarsi della canzone, si nota un arricchimento della linea melodica, quando il brano appunto si “apre” come la mente del suo protagonista, trovando sfogo in altri strumenti oltre alla chitarra acustica, quali il pianoforte, le percussioni e le tastiere.
L’uomo di cui si parla all’interno del brano si sente abbastanza forte per mettersi nudo davanti alla sua amata, per chiederle di non aver paura, dato che lui ne ha di più, di fare l’amore, di entrare dentro di lui, nella sua anima e nel suo corpo.
L’amore ha una forza travolgente: il potere di due mani tese verso l’altro è enorme ed estremamente forte, e permette a chi si ama di lasciarsi andare, di abbandonarsi completamente all’atto amoroso, diventando capace di donare questo grande sentimento alla persona a cui vuole bene.
Il protagonista del brano chiede alla sua lei di permettergli di dimostrare quanto amore le può donare, ora che, proprio grazie alla forza di questo potente strumento e sentimento, è riuscito a trovare la forza di dichiararsi e di spingere la sua donna a donarsi a lui completamente, per vedere quanta forza esso può dare ad entrambi, rendendo la loro unione indissolubile e cancellando ogni ansia, ogni incertezza e ogni dubbio.
Lo sviluppo della canzone è piuttosto interessante, perché, come detto, si avvia con una introduzione folk, acustica, dipanandosi poi con l’ingresso degli altri strumenti descritti in precedenza, per poi concludersi in modo dolce e suadente, con la sola voce accompagnata dalle note del pianoforte.

 

Per quanto riguarda la voce, mi è sembrata già piuttosto ricca di confidenza in sé stessa: si vede e si sente il lavoro che è stato fatto negli ultimi anni su di essa.
Interessante è quello che avviene nella seconda parte del brano, quando la voce stessa si sdoppia, proseguendo da una parte con il tono conciliante e narrativo dell’inizio, e sovrapponendogli dall’altra un tono più supplichevole, più implorante e più alto, proprio per sottolineare il bisogno di dare e ricevere amore che il protagonista della canzone avverte sempre più fortemente con il trascorrere dell’opera musicale di Riccardo.
Questa sovrapposizione, secondo me, è compiuta proprio per far emergere la nuova personalità dell’amico dell’autore, che accompagna nel suo percorso di abbandono la vecchia, quella piena di incertezza, dubbi e problematiche. Devo dire che mi piace questo gioco di sovrapposizione, perché rende la canzone maggiormente corale e la linea vocale più robusta e forte: una maggiore forza che riflette la maggiore consapevolezza del protagonista del brano, che, partendo quasi in punta di piedi, con parole sussurrate, assume un impeto che non pensava di avere e un coraggio di chiedere, quasi di esigere, dalla propria lei, che il loro rapporto d’amore si concretizzi e si liberi da tutta l’inutile incertezza che lo ha contraddistinto fino a quel momento.
Diciamo che Riccardo cerca di dipingere un percorso di crescita, che culmina in una consapevolezza di essere in grado di dare amore a chi si desidera come compagna della propria vita: la potenza insita in questo sentimento sembra in grado di cancellare tutto ciò che c’è di superfluo, inutile, dannoso, rendendo tutto più pulito, più sgombro dalle scorie dell’ansia e del dubbio.

 

Alla fine ci resta una buona canzone di matrice essenzialmente pop, che fa della chitarra acustica lo strumento su cui si regge la propria architrave, ma che diventa più “moderna” quando la linea melodica della chitarra stessa viene arricchita con quella delle percussioni e delle tastiere.
Fortemente significativa è secondo me la conclusione del brano, che sembra portare la canzone in un’atmosfera più tranquilla, distesa, rilassata, forse proprio perché il protagonista sa di aver arricchito il proprio carattere con un nuovo tipo di consapevolezza, dettata dall’amore, e questo lo porta a sopire le contraddizioni e la confusione che regnavano nel suo animo all’inizio, raggiungendo un senso di completezza e serenità che prima non aveva.
Come ho già avuto modo di dire, amo le canzoni che rappresentano in sé un percorso di vita, che traggono ispirazione da eventi realmente accaduti, magari anche non belli e felici, ma che poi si trasformano in qualcosa di straordinario e fuori dal comune. A mio parere, non c’è strumento migliore della musica per dare una rappresentazione fedele e completa dei sentimenti contrastanti che possono albergare nella mente e nell’animo umano: spesso, è l’amore a trionfare, un sentimento dalla incontrastabile potenza, che riesce a trasformare, a trasfigurare ogni evento che passa sotto il suo magico potere.
Il titolo del brano che sto recensendo è quindi a questo proposito molto significativo: “Dentro me”, proprio perché la radice del cambiamento è insita nell’animo e nella psiche dell’amico di Riccardo. Il cambiamento avviene sempre partendo dall’interno, per poi rivelarsi in tutto il suo splendore all’esterno, verso gli altri.
Fondamentalmente, si parla di una canzone che riesce a dare speranza, e significativi sono secondo me in questo senso i versi “Non si può camminare in una vita avvolto dalle mie paure, non si può respirare quest’ansia stanca ogni parte di me, ora che ho trovato le tue mani tese appese a una speranza in me”.


E’ qui che avviene il reale cambiamento: tante volte sono sufficienti dei piccoli gesti per provocare nell’altro una trasformazione incredibile, eccezionale, che non si pensava possibile. Tante volte non è necessario fare grandi cose per cambiare le persone, se queste stesse persone sono già predisposte al cambiamento.
Riscoprire l’importanza delle piccole cose può cambiare la vita, liberandola dal superfluo e facendola apparire nella sua più bella essenzialità.
Il brano si conclude con il verso “Per avere un po’ di libertà, tornare a vivere”: il processo che accompagna il protagonista del brano è proprio una rinascita, un ritorno ad una vita nuova e più libera, con la sicurezza di aver fatto un percorso che ha portato i suoi buoni frutti. Si può rinascere, la vita può cambiare da un momento all’altro e ciò che si credeva impossibile può diventare possibile, grazie alla calda e rassicurante presenza dell’altro, che diventa importante se noi lo percepiamo come importante.


Riccardo Pizziconi – Dentro Me (Video Official)

https://www.youtube.com/watch?v=wIt7zPq23iE


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