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Una nuova recensione scritta da Massimo Comi, ormai siamo abituati ai suoi scritti, dove ci racconta emozioni e sensazioni che prova attraverso i brani dei giovani talenti. Oggi ci parla di “Simplicity” il brano dei Quaalude. Non perdetevi questa recensione.

Come prima cosa, devo dire che la prima cosa che mi ha incuriosito, e anche molto, è stato il nome del gruppo. Ho infatti qualche reminiscenza “farmaceutica” e mi è venuto in mente che il Quaalude è un farmaco. Sono andato quindi a ricercarlo velocemente su Internet e ho letto che è una specie di sedativo, simile ai barbiturici. Ho visto anche che è stato utilizzato in modo illegale come droga da sballo. Sarebbe dunque affascinante chiedere alla band il senso che hanno voluto dare al proprio nome: qualcosa che porta al rilassamento ed all’ipnosi dei sensi o qualcosa che porta allo sballo? Se mi capiterà l’occasione di chiederglielo, riuscirò a dissipare questo mio dubbio.
Ma adesso è sulla loro canzone che dobbiamo concentrarci: a livello di sound, mi hanno subito ricordato i Cranberries, con quelle sonorità decisamente british, molto rilassanti e soft, ma allo stesso tempo estremamente stimolanti ed interessanti.
Mi ha molto colpito la voce della cantante, che, con la mia fervida immaginazione, ho immediatamente associato a quella di Avril Lavigne, oltre naturalmente a quella di Dolores O’Riordan, per la sua dolcezza e per il suo modo di essere estremamente carezzevole e morbida, con alcune sfumature di particolare fermezza e decisione, quando il brano che sta cantando lo richiede.

Ecco, la canzone appunto: essa parla della triste esperienza della separazione da una persona cara. Interessante a questo proposito è il video del brano, che, attraverso l’immagine di un calendario che scorre, rappresenta il passare del tempo e l’evoluzione del rapporto tra le due persone protagoniste della storia narrata.
All’inizio, a settembre, era semplice (come dice il titolo della canzone) stare insieme e volersi bene, giocando a quello che presumo essere il “gioco dell’amore”.
Poi, con il passare del tempo e con la necessità di uno dei protagonisti di andarsene, di prendere una strada diversa, tutto si fa più difficile per l’altra persona, rimasta sola e quindi impossibilitata a ripetere le piacevoli esperienze avute in passato.
L’allontanamento della persona amata per acquisire una propria specifica personalità ed identità è visto dalla protagonista femminile della vicenda come un fatto estremamente semplice e che tutte le strade sembrano portarli a stare uniti, immersi in una realtà realmente sognante.
Per questo motivo, lei stessa dice che non lascerà che il suo lui se ne vada così facilmente, ed il concetto è reso attraverso un suono che si irrobustisce con sferzate di chitarra elettrica.
L’interpretazione del messaggio della canzone è che è a volte difficile sapersi accontentare, cercare di combattere contro la volontà di essere diversi e costruire dei rapporti stabili e duraturi.
Ritornando per un attimo al video, devo dire che mi è particolarmente piaciuta la sequenza in cui si vede un occhio che piange, le cui lacrime irrorano la terra e fanno crescere un albero, il quale subisce il mutare delle stagioni, esattamente come succede al rapporto tra i due protagonisti del brano, che dapprima è rigoglioso e poi diventa secco in inverno, coprendosi di neve, la stessa neve che si vede cadere fuori dalla finestra della casa quando la protagonista femminile si ritrova da sola e non può più divertirsi a giocare con il proprio lui.
Il concetto principale attorno al quale ruota la canzone è l’onestà: come afferma la band, a volte ci si vuole talmente bene e ci rispetta talmente tanto che si è spinti a lasciare che l’altro prenda la propria strada, anche se non condivide i propri obiettivi. Non si può costringere l’altro ad essere qualcosa che non è, anche a costo di separarsi da lui e nonostante il profondo sentimento e legame che esiste con lui.
Se analizziamo il testo, vediamo che esso è piuttosto ripetitivo e fa leva su due parole in particolare, cioè “più facile” (“easier”) e “più sognante” (“dreamier”), che costituiscono l’architrave su cui si basa l’articolazione del brano e vengono ripetute molte volte dalla cantante, a mio parere per sottolineare la difficoltà nel lasciare che la persona a cui si vuole bene prenda la propria strada, perché questo ci può ferire nell’animo.
Per lui è stato semplice diventare l’uomo che è, e questo lo porta a seguire la strada che intende percorrere proprio per quello che è diventato, con i propri obiettivi ed i propri sogni. Lei insiste nel dire che tutte le strade li portano a stare insieme e che questo fatto è una cosa da sogno: nonostante ciò, lei deve lasciare che lui intraprenda il cammino che l’identità che ha assunto, che l’uomo che è diventato lo porta a seguire.

Il sound, come detto, è tipicamente british, con un delicato arpeggio di chitarra all’inizio e alla fine del brano, che si rafforza nella parte centrale con accordi più robusti, quando appunto la protagonista femminile afferma tutta la sua contrarietà al fatto che lui se ne vada, ma alla fine deve arrendersi all’evidenza.
Mi sembra di sentire anche un suono di tastiere nella parte finale della canzone, che va a rafforzare quello della chitarra, quando la convinzione della donna si fa più radicata e forte.
La prima volta che si ascolta il pezzo, si resta un po’ spiazzati, perché si crede che sia stato scritto e che venga cantato da una band inglese, talmente stretto è il legame del brano con le sonorità della musica britpop e inglese degli anni ’90.
Il mio giudizio sul brano è complessivamente buono, perché esso presenta un’articolazione ben costruita ed un messaggio forte e chiaro, che viene ripetuto molte volte, per restare impresso nella mente dell’ascoltatore.
Possiamo dire che la ripetizione ossessiva di alcuni concetti non risulta pesante in questa canzone, perché viene alleggerito e accompagnato da delicate e a volte malinconiche atmosfere sonore, che contribuiscono ad alleviare il peso dei concetti che vengono appunto ribaditi.
Nonostante il titolo del brano sia “Simplicity”, non è affatto semplice lasciare che l’altro prenda la propria strada per il suo bene e perché si prova per lui affetto a tal punto che si desidera il meglio per lui stesso.
A volte nella vita è complicato assumere delle decisioni, ma è necessario farlo, perché non bisogna pensare solo alla propria felicità, ma anche a quella dell’altro: la canzone rappresenta piuttosto bene i sentimenti contrastanti che possono albergare in una persona quando si trova di fronte ad una scelta del genere, dolorosa ma necessaria.
Da una parte si vuole che l’altro segua quello che lo porta ad essere felice, dall’altra non ci si vuole staccare da lui: il contrasto tra queste due anime porta sia un po’ di malinconia che un po’ di rabbia, perché l’allontanamento è inevitabile, nonostante tutto.


Quaalude – Simplicity

https://www.youtube.com/watch?v=GRwDWhUTjB0&feature=emb_title


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