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Quella di oggi è una recensione più breve, ma sempre intensa, scritta dal nostro ormai consolidato Massimo Comi, dove ci parla di un brano, il primo brano composto con un testo dal musicista SteP.


SteP ci offre con questo brano un’atmosfera delicata, soffusa e sognante: se chiudiamo gli occhi ed ascoltiamo la melodia della canzone, veniamo proiettati verso l’alto, verso un cielo sereno e sgombro da nuvole, che ci mette serenità e tranquillità.
A questa sensazione di calma fa da contraltare la voce della cantante, che appare sì suadente, ma che si fa di momento in momento più struggente, più implorante, quasi rotta dalle emozioni che si generano nel cuore e nell’anima della cantante stessa, nell’atto di interpretare un sentimento amoroso contrastante.
Se infatti non ho capito male il testo, si parla di una ragazza che chiede all’uomo che potrebbe diventare il suo lui alcune semplici cose: se lui la ama, la desidera e ne sente il bisogno, deve fare un passo verso il basso, perché lei è proprio lì ad aspettarlo. E’ sufficiente che lui guardi verso il basso, scenda un po’ dalla posizione di presunta superiorità in cui si trova, per trovare lei con la braccia aperte verso di lui.
Le sonorità del brano sono essenziali: esso sembra aprirsi con una delicata quanto breve introduzione di chitarra, per poi delineare la propria ambientazione con suoni apparentemente elettronici, artificiali: anche il beat della batteria sembra creato artificialmente.
La sensazione è quindi quella di trovarsi di fronte ad una canzone dai toni delicati, suadenti, sognanti, che porta l’ascoltatore in un mondo etereo, rarefatto, in cui c’è una donna che invoca un po’ di umiltà da parte del suo uomo, chiedendogli di non guardare più verso l’alto, ma un po’ verso il basso, dove si trova lei ad aspettarlo, in qualunque momento lui voglia fare questo passo, che sembra molto grande e difficoltoso.
L’ascoltatore si trova letteralmente immerso nel suono: sappiamo che questa è una delle sensazioni preferite da SteP e secondo me viene efficacemente manifestata dalle avvolgenti sonorità della canzone, che accolgono chi ascolta nel proprio alveo di serenità e tranquillità, al quale fa da contrasto l’implorazione e l’invocazione della cantante, che arriva quasi a supplicare il suo lui con la sua voce rotta e struggente.
Io mi chiedo come si possa resistere ad una voce così dolce e morbida, che, anche nello struggimento, riesce ad essere sensuale e invitante. La risposta non ce l’avremo mai, a meno che SteP non decida di dare un seguito alla propria canzone.

 


La mia valutazione complessiva è quindi positiva: si tratta di un brano romantico, che riesce benissimo nello scopo di catturare l’attenzione dell’ascoltatore, in modo suadente e invitante.
Tante volte la semplicità è l’arma migliore per comunicare un sentimento, soprattutto nelle relazioni amorose, e SteP sfrutta al meglio le armi che ha a disposizione, con poche parole, ma ben mirate ed un’atmosfera dolce e delicata creata dalla musica.
Un buon brano, insomma, da ascoltare magari quando si è appena usciti da una relazione amorosa complicata, nella quale si è stati alle prese con un uomo che si piazzava sul proprio piedistallo e pensava solamente a lui, senza guardare a chi stava sotto ad attenderlo a braccia aperte.


SteP – Step Down (video topic)

https://www.youtube.com/watch?v=_ISgQ8HTb7Y&feature=emb_title


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