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Oggi faremo una bella chiacchierata, abbiamo intervistato un artista molto interessante,
lui è Gianluca Amore, una voce pazzesca e ci parlerà del suo ultimo inedito “Masochist”.

 

– Ciao Gianluca, presentati per tutti i lettori del magazine di PaKo Music, racconta chi è Gianluca Amore artista e persona?
Ciao a tutti. Sono un ragazzo di 31 anni che ama cantare, suonare, comporre, e vivere di musica a 360 gradi. La persona è senz’altro complicata, con le sue forze e le sue fragilità, le sue luci e le sue ombre, come tutti. L’artista è più sicuro, perché fa quello che ama, ama quello che fa, e su questo ogni dubbio svanisce.

– Dicci un motivo per il quale la gente dovrebbe ascoltarti? Cosa pensi di comunicare in più o di diverso da altri artisti?
Più che “dovrebbe”, mi piacerebbe che la gente “scegliesse” di ascoltarmi per aver captato qualcosa di interessante nella mia musica, nel mio modo di cantare, nei miei testi o in qualche altro piccolo dettaglio. Non credo di comunicare qualcosa di diverso da altri artisti, ma forse il modo in cui lo dico, attraverso una commistione di soul, pop e gospel, talvolta in italiano, magari può arrivare alle persone come un elemento di novità.

– Raccontaci del tuo singolo “Masochist”. Di cosa parla, quando l’hai scritta? Qual è il messaggio di questo brano?
Masochist è un brano che ho scritto tre anni fa, durante la fine di una storia. Non proprio la fine in realtà, ma una delle tante pause. E in quel momento volevo comunicare un concetto che mi accompagna da sempre nelle relazioni: il tormento per non essere mai contento. Non ero felice insieme all’altra persona, ma ero infelice senza. Fin quando non ho capito che, in fondo in fondo, trovavo quasi un insano piacere in quella sensazione di dolore, quasi come a desiderare un motivo per potermi lamentare e fare la vittima. Questa sorta di epifania mi ha fatto ridere, e riflettere al contempo. E, mettendo le mani sul pianoforte, è arrivata Masochist, che vuole descrivere tutto questo turbinio di emozioni in maniera ironica, ritmata, energica, quasi come per compiere una catarsi. Divertendosi nel farlo.

 

– Cos’è per te la musica? Cosa rappresenta per te?
È difficile raccontare a parole una sensazione che provi e vivi sin da bambino. Potrei dire che la musica è una parte del mio corpo, della mia mente, del mio spirito. Da quando io ho ricordi. Sia da ascoltatore, che da esecutore. Ho sempre avuto la testa piena di ritmi e melodie. Quindi per me, più che rappresentare qualcosa, la musica è qualcosa di necessario alle mie funzioni vitali, come l’aria.

– Quali sono i tuoi riferimenti artistici?
Vocalmente, senza dubbio, le grandi voci black: Aretha Franklin, Whitney Houston, Stevie Wonder, Donny Hathaway, e di italiani, Giorgia, Alex Baroni. A livello di composizione, sento di essere influenzato anche da altri mondi e generi, anche totalmente diversi tra di loro, dai Queen a Claudio Baglioni, da Kirk Franklin a George Michael. Per quanto riguarda l’interpretazione, un riferimento su tutti: Mia Martini.

– Progetti per il futuro? Hai in mente di fare un album?
L’album è lì, già pronto da un po’ di temp. Essendo fermo, anche a causa della pandemia, ogni tanto vado a livellare qualcosa, facendo diventare matto il mio pazientissimo tecnico del suono. Detto questo, spero di poter uscire con l’album non appena ci sarà la possibilità di pubblicizzarlo dal vivo attraverso i concerti.

– Dove ti immagini tra dieci anni?
Preferisco non immaginarmi, voglio puntare sull’effetto sorpresa. Qualsiasi cosa io faccia, e ovunque io sia, spero e credo, tra dieci anni come tra cinquanta, di star ancora vivendo di musica.

 

– Rinunceresti alla musica per una stabilità economica?
L’ho fatto già quattro anni fa, quando decisi di aprirmi partita iva e dedicare la mia vita alla musica, attraverso l’insegnamento, il canto, la musicoterapia. Ed è stata la scelta di cui vado più fiero.

– Siamo quasi a fine intervista. Quando finirà questa pandemia qual è sarà la prima cosa che farai?
Potrei dare la risposta da artista e dire che cercherò un palco e organizzerò un concerto. Il che è vero. Ma forse la prima cosa che farò sarà andare ad una festa e ballare, in modo scoordinato ma liberatorio..

 

Ultima domanda e come al solito lascio la parola all’intervistato. C’è qualcosa che ho dimenticato di chiederti ma che avresti voluto ti chiedessi. Hai la possibilità di farti la domanda e risponderti.
Wow! Beh, allora forse mi chiederei: che cosa “ami e odi” nelle persone? E risponderei che sono amante del buon senso e del buon gusto. Due qualità che faccio, a volte, fatica a trovare in giro. Amo le persone che mostrano queste due caratteristiche, spesso insieme, poiché il buon senso, di questi tempi, viene spesso sostituito dall’arroganza, dall’avidità, dalla presunzione. Amo chi entra nella tua vita in punta di piedi, chi ascolta, chi rispetta, chi prima di dire tutto quello che pensa, magari ci pensa un paio di volte. Credo ci sia un gran bisogno di questo, nei tempi in cui viviamo.


Gianluca Amore – Masochist (Official Video)


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