Con “February Mini Symphony”, Sergey Khomenko prosegue il suo percorso nella musica strumentale contemporanea, costruendo un brano che unisce tensione cinematografica, sensibilità neoclassica ed energia emotiva. Un lavoro che riflette il presente e le sue contraddizioni attraverso una scrittura sonora intensa e immersiva. Ne abbiamo parlato con lui tra musica, visione artistica e aspetti più personali del suo percorso.

Bentornato sul nostro magazine, prova a dire qualcosa di te che possa attirare altri fan.
Grazie di cuore! E un saluto a tutti gli appassionati di musica strumentale!
“February Mini Symphony” ha un forte impatto cinematografico. Da quale immagine o emozione è nata questa composizione?
Riflette la realtà dello scorso mese di febbraio, la tensione che si percepiva nell’aria in tutto il mondo, in particolare il quarto anniversario (22 febbraio) dell’inizio della barbarica invasione russa in Ucraina e tutti gli orrori e le emozioni di questa guerra che continua, i pensieri e i ricordi della vita pacifica
Nel brano convivono elementi neoclassici, ambient ed epic music. Come trovi l’equilibrio tra queste influenze?
Mi piace usare tutti questi stili; li trovo praticamente in ogni mio brano, mi vengono naturali ormai
Quanto conta il silenzio nella tua musica e nella costruzione della tensione emotiva?
Il silenzio, le pause silenziose tra le diverse parti del brano sono importanti per me: sono il respiro della musica

Hai mai avuto paura che la musica strumentale potesse essere meno compresa rispetto a quella cantata?
No, non credo, non ci ho mai pensato; spero che la musica strumentale trovi sempre il suo pubblico
C’è un momento preciso del brano che senti più vicino alla tua personalità?
Sì, certo che ci sono, ce ne sono diversi. Direi che la maggior parte della musica rispecchia la mia personalità.
Quando componi, segui più l’istinto o una struttura tecnica ben definita?
Mi affido maggiormente al mio istinto; l’unica regola strutturale a cui mi attengo quasi sempre è quella di tornare al tema principale alla fine del brano

Qual è stata la sfida più grande nella realizzazione di “February Mini Symphony”?
Come sempre, ho cercato quei suoni di cui avevo bisogno per dare espressività, ma anche per trovare un equilibrio tra l’inizio drammatico e la calma, la luce
Fuori dalla musica, cosa ti aiuta a ritrovare equilibrio e ispirazione?
Grazie per la domanda.
I frammenti musicali e le melodie mi vengono in mente continuamente, in qualsiasi momento della giornata e in luoghi diversi; ciò che mi piace di più è la natura (soprattutto il bosco), passeggiare per Roma e anche per luoghi e città sconosciuti
Siamo giunti alla conclusione dell’intervista. C’è un aspetto che desideri condividere ma che non abbiamo avuto l’opportunità di chiederti? Potresti porti una domanda e condividere la risposta con noi?
Grazie per l’intervista e grazie a PaKo Music Records e in particolare alla direttrice Patrizia Colombo per il lavoro che svolge a favore della musica e dei musicisti.
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